Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.

domenica 24 ottobre 2010

Da donne a Sindaco. Sul confronto con il mondo mussulmano: lettera aperta ai candidati Sindaci di Milano

Ricevo, e volentieri propongo non solo a nome mio:
Siamo un gruppo di donne che, come si sa che fanno le donne, commentano fra di loro e, come quasi tutte le donne che si pongono dei problemi oggi, sentiamo il disagio di non essere rappresentate da nessuno: nessuno (donne in politica comprese), pare che raccolga le nostre istanze e porti da nessuna parte il minimo pensiero che rispecchia i nostri.

Cogliamo dunque l'occasione dell'attenzione che in questi giorni va ai candidati sindaci per le primarie del Centro Sinistra (che come da copione sono tutti maschi), per rivolgere loro una domanda (e implicitamente relative richieste) su un argomento un po' spinoso... cioè i rapporti con il mondo mussulmano e relative problematiche.

Secondo quello che constatiamo parlando fra di noi, a noi pare che Milano abbia bisogno di un grande confronto con le sue componenti multietniche (e, per inciso, senza previlegiare una in particolare rispetto ad un’altra). Ma in questo caso non parliamo di etnìe, ma di religione: i candidati sindaci, infatti, si trovano a dover rispondere a richieste che provengono da una comunità fatta da provenienti da molti Paesi, il cui comun denominatore è solo la religione mussulmana.
Data la composizione della Milano immigrata, certamente c'è chi sente il bisogno di un grande luogo di incontro e cultura mussulmana, che sia anche luogo di preghiera.
Moltissimi che hanno paure più o meno indotte, e dunque anche razzistiche, si oppongono totalmente temendo che dietro tali luoghi si coltivi il fondamentalismo, con cui ormai (purtroppo) da molti l'Islam in toto viene confuso. E su questo va detto, senza voler entrare nelle molte polemiche che questo argomento può sollevare, che fra religione islamica e islamismo ci sono importanti differenze. Dietro questo apparente cavillo esiste veramente un problema importante, di cui trattano anche autorevoli studiosi di cultura e religione mussulmana; molti dei quali sono, appunto, mussulmani: pacifici e democratici.
Ma queste confusioni nascono anche dal fatto che di certi argomenti non si parla in modo abbastanza sereno, sono diventati sorte di tabù: da destra la tendenza è di demonizzare (salvo poi fare lucrosi affari con regimi religiosi autoritari), da sinistra di tollerare troppo acriticamente anche l'intolleranza altrui, per tema di non essere abbastanza tolleranti.
Ora, il fatto che (da destra e da sinistra, e per ragioni diverse), si glissi su importanti distinguo che si dovrebbero fare quando si parla del mondo mussulmano, o ci si confronta con esso, preoccupa non solo noi, ma soprattutto molte donne mussulmane dei più svariati Paesi (o di provenienza o cultura araba), le quali sono le prime vittime di un disegno che stravolge il dettato religioso a fini autoritari e guerrafondai. Solo per fare un esempio, citiamo le donne resistenti iraniane; ma in realtà parliamo anche di tantissime donne comuni che incontriamo ogni giorno: al mercato, davanti a scuola, per la strada.
La stessa confusione danneggia i numerosi mussulmani democratici e pacifici, che finiscono per restare senza voce, non rappresentati e non ascoltati. In particolare quelli che hanno subito (o subiscono), nei Paesi d'origine, dure repressioni da regimi gravemente autoritari; ma, nella loro resistenza, non sono sostenuti quasi da nessuno. Da destra li si usa come scusa per fomentare altre guerre, da sinistra li si ignora...
Così essi non trovano ambiti in cui esprimersi. Perciò svaniscono in un’assenza in cui paiono assentire: e nella quale, invece, si sentono solo impotenti. Qualcosa da cui si fa fatica ad uscire.. come da una ragnatela: una condizione che noi donne, che sembriamo oggi complici in massa del velinismo, conosciamo molto bene.
E, a questo proposito, non è vano ricordare che nel mondo mussulmano esistono anche le donne: cioè una categoria che riunisce in sè la condizione di essere mussulmana, e anche donna; e non tutte, specie trovandosi a vivere in una società occidentale, si identificano con rigide leggi religiose. Quello che abbiamo osservato è che, quando in Italia hanno iniziato a essere numerose, molte di queste donne che desideravano costruire un tessuto di emancipazione si sono riunite in associazioni in grado di rappresentarle; fra queste ne citiamo una per tutte, l'Acmid. E' naturale che queste forze cercassero, inizialmente, confronti con i settori più democratici del paese: dunque con l'area di sinistra.
Ma: tanta è stata l'indifferenza che hanno incontrato, che alla fine molte sono, letteralmente, cadute nelle mani di una destra che le ha strumentalizzate e in numerose occasioni usate come una clava. La stessa clava che, facendo roteare la paura dell'integralismo, vince fatalmente, sempre, le elezioni: e le vince NON con la legalità contro l'integralismo, ma con il razzismo contro l'integrazione.
A noi piacerebbe, invece, che qualcuno vincesse le elezioni nel nome di veri valori egualitari, che non mettano in secondo piano, rispetto alla tolleranza per tutti gli immigrati, la legalità e l'opposizione ferma ed esplicita a qualunque integralismo (e dunque sostenendo in modo inequivocabile diritti umani pieni e completi anche per le donne, di qualunque religione siano).

Su questo assunto la nostra richiesta ai candidati Sindaci è di assumere una posizione chiara, che citi esplicitamente anche la condizione femminile. E cioè che, nel cercare di gettare ponti con le comunità immigrate lo si faccia davvero nell'interesse di tutti: donne comprese. In questo caso, dunque, qualora si spendano promesse per la creazione di centri islamici, pur stabilendo la massima accoglienza, vorremmo che tali promesse fossero espresse anche ponendo, in modo esplicito, pregiudiziali ineludibili:
a. sulla necessità di rispettare integralmente le nostre leggi e,
b. sul rifiuto a tollerare, per nessuna ragione, che i diritti delle donne mussulmane che desiderano emanciparsi dalla tradizione siano calpestati in nome di una "diversa cultura".


La "lettera" finirà nella pletora di lettere aperte che sommergono i candidati sindaci e nessuno di loro la vedrà. Grazie a voi, però, per i vostri pareri. Per finire, così, per chi è interessato, segnalo un post dello UAAR dedicato alla campagna contro la sharia in Ingilterra, "una legge per tutti".

martedì 19 ottobre 2010

Il Mostro Giuridico (o ano/malìa)

Casini: "Anomalia, ma l'anomalia italiana giustifica una soluzione sui generis". Quale "anomalia italiana"? quella per cui si accetta universalmente che la corruzione ispiri la vita pubblica? (e privata).
Cavoli, Pilato era un dilettante.
"..quindi non metteremo veti perché nostra intenzione è dare un segnale di stabilità e tentare di rimuovere il macigno dei processi del premier una volta per tutte".

Approvato dalla Commissione Affari Costituzionali l'emendamento al lodo Alfano, per cui ''i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare".

E l'ala finiana che doveva difendere la correttezza in campo giuridico? No comment... tranne che, forse, questo partoritore di mostruosità antidemocratiche si dovrebbe chiamare Commissione Affari Incostituzionali e ratifica anomalie italiane.

giovedì 7 ottobre 2010

E voi piangete, Veneri ed Amori, e voi che più avete gentilezza


La tragedia che ha colpito Kolontar, nella zona occidentale dell'Ungheria, è un disastro ecologico senza precedenti.
Una marea di fango tossico è fuoriuscito da un impianto di lavorazione dell'alluminio inondando oltre 40 chilometri quadrati, e seminando devastazione nelle tre province di Veszprem, Gyor-Sopron e Vas. Una morte atroce, piena di sofferenze, dappertutto: un'ecatombe di animali e di piante, l'avvelenamento delle acque, mentre l'equilibrio ecologico a tutti i livelli salta con conseguenze gravissime anche per il futuro. La bonifica dell'area richiederà molti mesi, cioè anni, e (per ora) il ridicolo discorso delle cifre parla di "danni per 38 milioni di euro".
Ma i danni, anche questa volta, sono incalcolabili. Fra le persone (a parte le irreparabili conseguenze per le perdite economiche e la distruzione dell'habitat naturale), una decina fra morti e dispersi, oltre a 123 feriti per ora accertati.
Ma.. nel rincorrersi di notizie tragiche su questa terribile vicenda, c'è da segnalare che, per fortuna, qualcuno non perde la testa: il TG1 di Minzolini, per esempio, sottolinea che, si, il fango tossico è arrivato al Danubio ma, tranquilli, non è disastro, ci avvisa.
E non facciamo i soliti allarmismi. E certo, non è mica (ancora) arrivato in casa del Direttore Minzolini, e nemmeno ad Arcore.

Chi ha cuore, e sa che ogni luogo è la sua casa, pianga senza tema di sembrare scemo, invece. Senza chiudere il cuore alla compassione: guai a rimuovere quanto accade solo perché non è sotto il nostro naso. E anche senza dimenticare che tutti siamo coinvolti, che bisogna opporsi, reagire, esigere giustizia.
Il dolore e l'indignazione per certi fatti è come un gorgo che trascina giù, che rischia di far perdere fiducia nell'uomo e nell'esistenza. Eppure. Credo fermamente che sia necessario tenere stretta la fiducia, la capacità di confidare nel Bene che, seppur attaccato da tutti i lati, esiste, resiste e ha bisogno di noi.

domenica 3 ottobre 2010

Barzellette che non fanno ridere

Perfino fra quelli che, diciamo per "educazione"... non possono non ridere, risate poche e a denti stretti.

Ma che strano..!! eppure è così divertente!.. Ma forse è solo perché questa barzelletta, che il sig. B. ama tanto da raccontare più e più volte, era già vecchia?..
Guardateli bene, quelli che qui sotto ascoltano (in un'ALTRA occasione) la STESSA barzelletta: perché ridono di gusto.

Ma forse siamo noi, che non abbiamo sense of humour? o.O
... sarà forse colpa della solita polverosa e rancorosa "sinistra". Mah. Bah! Boh.
E intanto, visto che non ci pensa nessuno, in attesa che venga in mente a qualcuno, questo moscerino si inginocchia davanti alla comunità ebraica e in ginocchio chiede perdono per chi non sa farlo, non lo farà mai, e nemmeno sa quello che fa - né quel che dice.

mercoledì 29 settembre 2010

29 settembre. San Michele pensaci tu

"Domani" (cioè oggi) "è il compleanno di Berlusconi.. chissà quanti regali gli faranno.." .. è stata l'ultima battuta della Dandini a Parla con me. Oggi è anche il compleanno di Bersani. E' anche il giorno della fiducia (la centomilionesima). Mamma mia che tristezza.
Tanti auguri a quelli che si chiamano Michele e a tutti quelli che compiono gli anni oggi, ma non per questo sono Berlusconi o Bersani.
Michele vuole dire "chi (è) come Dio?".
Nessuno, e infatti San Michele ha il compito di respingere i demoni che osano sfidare il divino potere dell'Amore. E oggi è appunto anche il giorno dell'Arcangelo Michele, il capo delle schiere angeliche. San Michele, datti da fare. Ufficialmente ci affidiamo alle tue armate. E per sostenerle.. che dobbiamo fare noi? per favore, dacci istruzioni.


venerdì 24 settembre 2010

Vivisezione si, vivisezione no: Garattini contro Veronesi

Il noto prof. Garattini è molto noto, anche se non è noto cosa abbia scoperto veramente a favore dell'umanità. Sempre pronti a ritrattare! naturalmente: qualora l'umanità fosse in debito con lui di scoperte importanti, una volta appreso quali provvederemo subito a correggere. Nell'attesa, ci sono da registrare:
1. la sua storica, strenua lotta contro qualunque metodologia di cura preventiva e non invasiva (ad esempio omeopatia, agopuntura ecc liquidate come paccottiglia di ciarlatani);
2. il suo prezioso servizio alle multinazionali di cui sperimenta i farmaci (che di sicuro in parte portano anche benefici all'umanità),
3. e il lungo elenco di cariche e premi di cui apprendiamo sulla sua pagina di Wikipedia.
Ora (forse forte di numerose scoperte attinte con decenni di vivisezioni), il prof. Garattini bacchetta il prof. Veronesi perché quest'ultimo, che si oppone alla vivisezione, questa volta secondo lui "sbaglia, perché la vivisezione è NECESSARIA". Ma (a parte che le scoperte di Veronesi allo stato attuale ci sembrano più pregnanti di quelle di Garattini), anche Veronesi, che ora predica bene, ha le sue responsabilità, e anche notevoli. Se dunque si è deciso a prendere partito, da scienziato, contro la vivisezione, avrà ben valutato la faccenda, no?
E allora anche noi ci chiediamo: ma sarebbe necessaria a cosa, esattamente?
Quando ormai ci cullavamo nell'illusione che la raccapricciante pratica della vivisezione fosse in esaurimento, scopriamo che, a 2 passi da Brescia esiste una vera e propria fabbrica intensiva ("allevamento" non è un termine appropriato) di cani da laboratorio: 2500 cuccioli di beagle vi sono stabilmente rinchiusi in nude gabbie di ferro in attesa di essere spediti, a centinaia al mese, nei rispettivi laboratori di tortura, e continuamente se ne sfornano altri. Ma la cosa più triste è che questo, a quanto pare, non avviene più per scopi "medici", intesi come volti a sconfiggere malattie: ma in primo luogo per la cosmetica e, in medicina, per obiettivi non proprio indispensabili. Sono dunque fabbriche in espansione, per un business che non conosce crisi in quanto è volto non alla "salute" ma al SUPERFLUO: scoprire magari come far resuscitare miliardari ibernati (danni energetici relativi a carico della comunità), come vivere 150 anni o sembrare giovani quando si è vecchi. E allora ai fautori della vivisezione diciamo: tutto l'orrore, tutta l'immane sofferenza che questo business scatena, vi porterà denaro; certo. Ma morite pure voi. Nel frattempo, vivendo con un cuore di pietra non si vive davvero, si diventa zombie. Gente che per dormire ha bisogno di pillole, per scopare di porno e viagra, eccetera.
E per concludere: altro che pratica "necessaria alla scienza". Altro che mandare in estinzione una pratica ormai obsoleta. Fare grana non è mai obsoleto, e mai lo sarà, spetta a noi combattere la causa persa di opporsi alle derive dell'avidità.

DOMANI SABATO 25 SETTEMBRE :
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
PRESIDI A MILANO, TORINO, CATANIA, NAPOLI, PARIGI

mercoledì 22 settembre 2010

Censure ridicole

La RAI blocca lo spot promozionale di “Parla con me”: 30 secondi in cui si vede Max Paiella che fa una parodia di Augusto Minzolini, il pregiato direttore di RAI1 che racconta le notizie taroccandole secondo le convenienze di chi ha più potere dei sudditi utenti del servizio pubblico. Nel promo il finto direttore del Tg1 dialoga con la Dandini che alla fine, delusa dalle sue affermazioni minaccia di chiamare il più brillante Mentana. Naturalmente NON è censura, secondo l’azienda: semplicemente “il promo, così congegnato (così congegnato..??), è INOPPORTUNO”, ha spiegato viale Mazzini; senza spiegare come avrebbe dovuto essere congegnato.
Il direttore del Tg1 avrebbe "negato il suo consenso alla messa in onda", in quanto "non avrebbe apprezzato" l’imitazione di Paiella, scrive oggi Repubblica.
E noi vorremmo domandare, a Minzolini (e alla RAI): ma allora quello era il VERO Minzolini, ripreso a sua insaputa in un momento di intimità? Oppure stiamo parlando di uno spot da lui stesso commissionato con soldi suoi a fini personali (come sponsor di se stesso) o per essere trasmesso su una sua tv personale e privata?
Se la risposta è una di queste due, niente da dire.
Ma se, come più probabile, stiamo parlando di un imitatore che sberleffa un personaggio pubblico sulla tv del servizio PUBBLICO, da quando in qua per trasmettere una sua imitazione tale servizio deve dipendere dall'autorizzazione dell'imitato?
Censure ridicole, ma non per questo meno tragiche.

APPUNTAMENTO A ROMA: 8 ottobre 2010, h. 11 davanti alla Rai, viale Mazzini.

La carica dei centomila cuccioli

Cuccioli umani di tutto il mondo scendete in piazza contro le strazianti torture inflitte ai cuccioli animali di ogni specie, ordine e grado dall'industria del profitto: un abominio perpetrato in nome della "salute umana".. e già sarebbe inaccettabile; ma per giunta è volto solo all'avida rincorsa verso nuovi brevetti per nuove macchine macina-soldi.
Crudelia De Mon? una sdolcinata idealista, in confronto agli orchi di Green Hill.. andate a vedere questo link.



Noi POSSIAMO SEMPRE fare qualcosa: se non potete venire a Roma, fate un post sul vostro blog e se non l'avete fate girare i post degli altri, condividete su fb, commentate i post che esistono, mandate mail ai vostri amici, suonate le trombe in tutti i modi che conoscete.. chiamiamoci tutti a rapporto; di qualunque età o ceto, di qualunque credo o partito politico siamo, ricordiamoci che combattere contro la barbarie - fosse anche perpetrata contro l'ultimo degli animali, sostiene i diritti di tutti.
Non fatevi ingannare dalla surreale argomentazione che "esistono problemi più importanti". Ogni problema umano si fonda sempre sulla stessa causa: l'avidità che a sua volta si sorregge su ignoranza e crudeltà.

domenica 19 settembre 2010

Una richiesta precisa a Boeri, Onida e Pisapia

Scrive Repubblica (ieri) che "il centrosinistra milanese sta vivendo come un momento epocale la sfida tra Giuliano Pisapia, Stefano Boeri e Valerio Onida". Aggiunge il Sole24Ore (oggi), che nella sfida di Milano "si giocano anche le sorti del Partito democratico, e più in generale del centrosinistra". Bè!.. Immagino alveari di agitazione intorno ai candidati, un incessante brusio di suggerimenti... e allora, non sia mai che sto zitta.
Ecco che anche qui (a prescindere dal "centrosinistra" e dagli schieramenti classici) anche un moscerino che nessuno sente avanza il suo bzzbzzzbz impercettibile - e cioè una richiesta in 3 punti a tutti e 3 i candidati (rigorosamente in ordine alfabetico), come segue:

Cari Boeri, Onida e Pisapia, per favore:
1. indicete una CONFERENZA STAMPA congiunta.
2. qui, dichiarate a chiare lettere che, comunque vadano le primarie, se per caso uno di voi sarà eletto, gli altri 2 si impegnano a sostenerlo lealmente.
Non so, tanto per dire qualcosa a casaccio, per la serie "sognare non costa niente":

3. fatelo con poche parole, parlando poi ciascuno un pochino di sè.. ma poco: lasciando più spazio possibile alle domande di tutti.
4. E magari, dato che siete tutti maschi.. dite qualcosa anche alle donne e sul ruolo delle DONNE.
Questa legittima richiesta da Radio Moscerino avanzo (senza tema di smentite) anche a nome di molti altri elettori che la pensano come me: cioè di quelli che, qualunque sia, o siano stati gli schieramenti a cui hanno dato fiducia in passato, oggi vorrebbero schierarsi dalla parte della civiltà ormai ai minimi termini (senza la quale è anche inutile farsi qualunque illusione di democrazia).
Si attendono invano risposte.. ma non si sa mai, a volte anche cose inattese accadono.

sabato 18 settembre 2010

Cos'hanno in comune i Sindaci di Adro e i Presidenti del Consiglio?

In generale niente. Nello specifico, cioè finché i ruoli menzionati sono coperti dai signori Oscar Lancini e Silvio Berlusconi, riscontriamo almeno 3 cose in comune:
1. entrambi sono stati accusati di gravi reati
2. entrambi sono stati soccorsi da leggi che hanno mandato i reati in prescrizione
3. per entrambi le ciambelle di salvataggio sono scaturite dal ricco pacchetto di leggi ad hoc varate dal Governo Berlusconi.
..su cui QUI, QUO, e QUA trovate alcune informazioni.

In questi giorni il sindaco di Adro gode anche di nuova popolarità perché (illegalmente ma alla luce del sole delle Alpi, nella certezza totale di restare impunito) ha portato a termine una piratesca operazione, "presentata come una grande vittoria del popolo padano", consistente nella presa in ostaggio della scuola pubblica per fare propaganda di partito fin dalle elementari. Sorvoliamo sul fatto inspiegabile che (che io sappia) la magistratura non abbia ancora aperto un'indagine d'ufficio. Desidero invece mettermi nei panni di chi questa operazione l'approva, perché pensa che basti pagare per scavalcare leggi e giuramenti di fedeltà nonché comprare il Colosseo o la scuola elementare del paese. O di chi approva ch si lascino a digiuno i bambini poveri (senza porsi nemmeno la domanda: ma perché non recuperare le rette non pagate coi pignoramenti, come si fa con le multe, invece di umiliare i BAMBINI?). Ecco, mi metto nei panni di un elettore autoritario, col cuore di Scrooge e senza rispetto per la pluralità, e capisco che su questo tipo di abusi, per definizione, non abbia niente da dire.
Ma se l'abuso tocca ANCHE gli elettori di questo sindaco, che dunque abitano in quella zona, e sono direttamente coinvolti dalle conseguenze, chiedo: non vi fa paura un sindaco che, in veste di imprenditore, scarica abusivamente nelle fognature liquidi tossici e metalli pesanti in quantità tale da causare danni e il blocco del depuratore consortile di Adro, Capriolo e Paratico, e da inquinare il VOSTRO stesso fiume, la "vostra" stessa sacra terra "padana"? E mi fermo qui perché immagino che di quello che viene dopo, fiumi e terre "degli altri", mare eccetera non ve ne importi niente. Ma lì, sull'OGLIO, non ci abitate anche voi? delle conseguenze che continueranno ad avvelenare VOI non vi interessa nulla? O davvero siete così ingenui da pensare che quell'inquinamento sia sparito, dissolto nel nulla? E soprattutto: ma DAVVERO vi fidate di uno che fa queste cose?
Predatori a casa nostra, ma anche VOSTRA.

Aggiornamento!! h. 17, sabato 18 settembre:
dopo diverse interrogazioni parlamentari, proteste di consiglieri regionali, una mobilitazione popolare a Adro, e svariate proteste individuali (per esempio di una signora che si è rifiutata di mandare le sue due figlie a scuola), arriva finalmente la richiesta della signora Gelmini (che dovrebbe essere il Ministro dell'Istruzione di tutti) per la rimozione dei simboli di partito dalla scuola di Adro; e - io aggiungo - spero anche per lo sbattezzo dal nome dell'ex ideologo della Lega a cui la scuola è stata (anche questa volta illegalmente) intitolata.

venerdì 17 settembre 2010

Un guizzo a Milano, da non perdere

A Milano, fino a domenica 19 settembre, ancora si parla di cinema, musica, politica internazionale, architettura, migrazione, ambiente, energia, diritti.. e lo si fa liberamente, con l'aiuto di 300 persone che parlano 15 lingue diverse, accolgono ospiti, avventori e appassionati, traducono e sottotitolano i film, illustrano quel che si può ancora vedere..
é la piazza del Milano Film Festival, un luogo in cui si possono criticare i politici e i mass media, c'è un parco in cui ballare, e spaziare in un programma di centinaia di appuntamenti che presenta le ultime opere di registi di culto, le sperimentazioni e le scoperte di giovani sconosciuti. Siete nei paraggi? dovete venire!

PS- Sabato mattina, magari, prima di dedicarsi ai film... si potrebbe fare anche un fantozziano (perché forse piovoso!) ma civilissimo saltino ad Adro...
:D

giovedì 16 settembre 2010

Riguardo all'annunciata esecuzione di Teresa Lewis

Vi ricordate della ragazza incinta che, recentemente in Afghanistan, è stata PRIMA maciullata con 300 (TRECENTO) frustate e subito DOPO uccisa con 3 proiettili in testa? Bene, il suo "complice" nel delitto, cioè colui che lei amava illegalmente (o che l'ha messa incinta stuprandola, non si sa), è stato condannato a pagare una multa e rilasciato con una ramanzina.
Paese che vai, "cultura" che trovi.. cambiano la truculenza dei modi e dei metodi, e anche l'effettiva concezione di che cosa sarebbe un delitto.
Ma (oltre al concetto aberrante di punizione/vendetta) non cambia troppo la sostanza riguardo agli "equilibri" fra i sessi: se non ci solleviamo in tantissimi, in Virginia, fra circa una settimana verrà giustiziata con iniezione letale una donna che, contro ogni evidenza, è stata condannata come responsabile di un delitto in realtà orchestrato da un uomo (per stessa ammissione di costui), il quale viene spedito in galera ma risparmiato.
Questa storia ci dice che Teresa è una strana colpevole, che ha collaborato con 2 strani killer a far uccidere il marito. Strana lei, perché ha agito come una bambina e ha poi collaborato allo stesso modo con gli inquirenti. Strani loro, perché sono i veri ideatori e mandanti del delitto, interessati al premio dell'assicurazione, e che si sono serviti di lei come strumento per arrivare ai loro scopi.
Io sono tra quelli che pensano necessario opporsi a OGNI pena di morte; e a maggior ragione se si tratta di minori, o minorati mentali, come è il caso di Teresa; che non si rende ben conto di quello che le succede intorno. Last, but not least, penso che non dovremmo lasciarci sfuggire quelle sfumature che denunciano un sistema culturale e penale che (si parli di bianchi o neri, di maschi o di femmine) ha 2 pesi e 2 misure. Se vuoi firmare l'appello URGENTE in difesa di Teresa, lo trovi QUI.