Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.

sabato 13 novembre 2010

Una ragione per festeggiare, un'altra per non abbassare la guardia

Dopo 15 anni murata in casa dalla sanguinaria dittatura birmana, finalmente Aung San Suu Kyi, icona della democrazia, cammina libera... Per molti questo è il segno che le mobilitazioni internazionali non son inutili; io mi trovo d'accordo e consola sapere che anche la nostra voce, per quanto singolarmente inudibile, conta qualcosa.

Sanguinaria dittatura. Sanguinarie dittature. Quante volte quest'allocuzione rimbalza da un articolo e da un blog all'altro.
Ma esistono forse altre parole? Credo di no.

Mentre San Suu Kyi viene festeggiata con gioia da tutto il mondo, e anche da me, con tutto il cuore! .. nello stesso istante continua a scivolare nel buio e nel silenzio il destino di Sakineh, dei suoi figli e di coloro che hanno tentato di difenderla, condannando così anche se stessi. Io non so cosa si può fare, davvero; parlare in nome della giustizia e degli innumerevoli drammi in cui è calpestata è come cercare di svuotare il mare col cucchiaio. Eppure, non fermiamoci, cerchiamo di non arrenderci mai.

8 commenti:

  1. Che dire, riassumi perfettamente le due controparti.

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  2. ciao Gioia, concordiamo su tutto e hai ragione, bisogna festeggiare e non bisogna distrarsi
    e poi, benvenuta da noi, invita anche le tue amiche, fate girare la voce del D-Day
    un bacio a tutte da tutte noi

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  3. Festeggiare e non distrarsi. Festeggiare e continuare a diffondere i microbi del cambiamento dovunque noi siamo.
    Solo se stiamo uniti e compatti il futuro cambierà.
    Un abbraccio a tutti quelli che, ovunque, ci provano.
    Marco Anneo Lucano

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  4. se le donne smettono di imitare gli uomini il mondo cambierà e in meglio

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  5. Ci vorrebbero molte più donne al potere.

    Un abbraccio

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  6. Condivido i tuoi pensieri!!
    Peace and Love!!

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  7. più che le mobilitazioni credo che abbiano inciso le sanzioni internazionali a far si che i generali la liberassero e chiedessero a lei in cambio di mediare con un bel discorso. Nulla accade per niente sopratutto se c'è una dittatura a governare un paese.

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