Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.

lunedì 19 luglio 2010

Ave Caesar. Megaphones te salutant.

Una nota signora dal cognome milanese ha militato per apprendistato nella Tv spazzatura facendosi spalmare nuda di cibo in diretta, ma anche come giornalista (nel diritto dei cittadini di essere informati), cioè partecipando in tenute fetish a feste sadomaso.

Dopo questa gavetta militare è divenuta (parole sue) "soldato di Mr. B", e tra i molti ordini che esegue in questa veste c'è una cosa che si chiama "i Promotori della Libertà". E, lei (come il suo entourage) si sente in effetti talmente libera da illustrare con assoluto candore la filosofia della cosa suddetta, come segue: una setta il cui capo è incarnazione divina, dunque ha il verbo, e naturalmente altri verbi non possono essre proferiti, nemmeno per scherzo. Ma la cosa straordinaria è che va bene così... questo, lungi da essere un punto critico, è un VALORE.

ROMA, 17 luglio 2010
SIGNORA DAL COGNOME MILANESE: «Sono un soldato, ci tengo a dirlo. (Le decisioni, ndr) dipendono da Mr. B: tutte le nostre decisioni sono in sintonia con il suo pensiero. Esco proprio da una riunione in cui si è deciso che per una settimana i Promotori della Libertà dovranno far conoscere i successi del governo nel contrasto alla criminalità. (Se invitiamo il Presidente a un evento) è come se il Presidente invitasse se stesso. I Promotori della Libertà sono Mr. B. Quando dico "stiamo valutando" dico che Mr. B sta valutando. Il nostro è un partito basato sul rapporto tra il leader carismatico e il suo popolo. È un modello vincente ed è ciò che Mr. B vuole che sia. Il premier, quando parla al suo popolo, con quel "care amiche e cari amici" salta tutti e si rivolge direttamente agli italiani utilizzando noi come suoi megafoni. Una cosa è certa: comunque vadano le cose il premier andrà dritto per la sua strada e concluderà questa legislatura. Un partito che vince non cambia. Dicendo "Mettere mano all' organizzazione del partito" Mr. B. intende arricchirlo sul territorio, sempre privilegiando il rapporto diretto con i cittadini. Deciderà solo MR. B. Da noi non c' è nulla da mettere a posto. Questo lo dice chi tenta di infangarci con oscure manovre. Le inchieste giudiziarie? Tutte montature, noi andiamo avanti per la nostra strada. Con grande unità. Non ci possono essere correnti. Chi avesse la malaugurata idea di crearle si schianterebbe contro un muro: è vecchia politica, capitolo chiuso».

TRADUZIONE: non mi interessa capire gli ordini. Il nostro ruolo è eseguire. Il termine "Libertà" è stato scelto quale nick name popolare di Mr. B. La folla deve avere il riflesso pavloviano che il nuovo significato di "libertà" è Mr. B., tutti i suoi prodotti di conseguenza sono appetitosi. Il solo ruolo dei "Promotori della Libertà" è pubblicizzare la qualità del prodotto; i dettagli reali sono fughe di notizie che vanno neutralizzate. Non serve capire o discutere gli ordini. Il solo ruolo di tutti è eseguire la volontà del Capo (incarnazione dela Libertà). Siamo un'efficiente struttura di ripetitori, non serve avere una libertà superiore a quello di un megafono che viene acceso o spento. Un'azienda forte non si fa intimidire dalle regole democratiche, provateci e diventerà sempre più dura. Il rapporto col popolo si risolve con i bagni di folla e (capite che è anacronistico mietere il grano) foto sorridenti. Non siamo mica un'azienda dei Soviet, siamo liberi; le regole democratiche, compreso il ruolo della magistratura, sono un fatto superato, che riguarda la vita politica, mica quella aziendale, non ci interessa né ci tange. Se salta fuori che il prodotto è avariato negare, negare sempre, anche l'evidenza, alla fine si stuferanno. Siamo tutti d'accordo che il Capo sia al di sopra della Legge e a respingere ogni forma di controllo democratico sul Capo. Uffa, quante volte devo dirlo che qui nessuno è autorizzato ad andare oltre agli ordini? E' per questo che funzioniamo bene, la democrazia è un cancro, un tarlo, una fonte di scocciature. Il solo ruolo di tutti è eseguire, chi è così cretino da pensare di poter 'pensare' è fuori. Che te ne fai di un megafono rotto? Siamo i megafoni della "libertà" (il Capo).

Ogni riferimento a fatti reali è casuale. Casualmente qui un'intervista condotta da Roberto Zuccolini per il Corriere.

4 commenti:

  1. ahahah il finale mi ha fatto ufficialmente morire! :D

    RispondiElimina
  2. Questa mi mancava.
    Che squallore.

    RispondiElimina
  3. A me non mi ha fatto proprio ridere.
    I/le magaphones sopravviveranno, sono i morituri che salutano.
    I morituri siamo noi, e nel salutare non c'è niente da ridere.
    E' solo un residuo di dignità che ci impedisce di piangere.

    RispondiElimina