Secondo Legambiente, Fukushima è il "terzo incidente nucleare più grave della storia".
Ma questa storia, purtroppo, non è ancora finita e l'effettiva gravità non è ancora chiara - può peggiorare ancora un bel po' (e anzi, come può NON peggiorare?).
E' invece chiaro che l'occasione storica dei referendum che abbiamo davanti NON va persa.
Comunque la si pensi sul nucleare, personalmente non posso prescindere dal fatto che la sua gestione, in Italia, sarebbe anche affidata a una CLASSE DIRIGENTE che ha fatto dell'avidità e dell'approssimazione il proprio biglietto da visita.
E a parte i rischi reali legati alla gestione umana (fra cui la quasi certezza che i rifiuti radioattivi finiscano in mano alle mafie), resta il fatto che di fronte alle catastrofi ambientali sempre più ravvicinate e gravi NON c'è "modernità" degli impianti che tenga.
I danni nucleari sono stati già tanti e tali che già viviamo in "era postatomica", ma ciecamente continuiamo a vaneggiare su un'illusione irresponsabile.
Insomma io credo, davvero, che con tutti i nostri poveri mezzi, e cioè soprattutto divulgando su Fb e simili, dobbiamo contrastare il tentativo del Governo di vanificare i referendum per:
• abrogazione delle norme che consentono la riapertura delle centrali nucleari in Italia.
• abrogazione delle norme del decreto Ronchi-Fitto per la privatizzazione dell'acqua.
NON IMPORTA se non ce la faremo: l'indicazione di una volontà chiara va espressa il più possibile. Perciò.. FIRMIAMO per l'accorpamento dei referendum con le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. qui: PETIZIONE per l'accorpamento
O se preferite, QUI.
Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.
lunedì 14 marzo 2011
venerdì 4 marzo 2011
Il 5 marzo abbracciamo la cultura
Ebbene - rispondendo all'appello dell'ultimo post - l'Amore ci chiama!
..ho voluto la bicicletta? si, e ora pedalo, personalmente lo farò a modo mio perché, non potendo essere a Roma, non posso partecipare all'evento nazionale previsto per sabato mattina davanti al Colosseo.
Però a Milano "abbraccerò la cultura" lo stesso, credo, partecipando alla manifestazione nazionale contro la vivisezione: una cultura ecologista e antispecista. Credo che queste manifestazioni apparentemente così diverse (quelle indette in difesa della cultura e quella in difesa degli animali), siano in realtà molto, ma molto imparentate.
..ho voluto la bicicletta? si, e ora pedalo, personalmente lo farò a modo mio perché, non potendo essere a Roma, non posso partecipare all'evento nazionale previsto per sabato mattina davanti al Colosseo.
Però a Milano "abbraccerò la cultura" lo stesso, credo, partecipando alla manifestazione nazionale contro la vivisezione: una cultura ecologista e antispecista. Credo che queste manifestazioni apparentemente così diverse (quelle indette in difesa della cultura e quella in difesa degli animali), siano in realtà molto, ma molto imparentate.
mercoledì 23 febbraio 2011
Chiamami ancora, Amore
Ecco.. una verità sull'amore. Ma chi avrebbe detto che l'avrei trovata proprio a Sanremo.
venerdì 18 febbraio 2011
Le donne stanno trainando tutte le rivoluzioni. Eppur sempre tenute fuori dalla porta
Oppure potremmo dire: SEMPRE (ancora) tenute fuori dalla porta, eppure sono proprio le donne che stanno trainando le rivoluzioni.
Ve ne siete accorti? la grande potenza di opposizione appena dimostrata con "se non ora quando" dalle donne italiane non è che un aspetto di quanto sta accadendo in tutto il mondo, anche là dove fare opposizione è davvero pericoloso: il presidente eletto della Resistenza iraniana è una donna; la leader della resistenza birmana è una donna; è una donna la leader delle rivolte nello Yemen, e anche se non ce fanno vedere sono molte le donne che stanno infiammando l'Egitto - da Nawaal El Sadawi ad Asmaa Mahfouz. Eppure, come denuncia l'Egyptian Centre for Women's rights, che scrive: "the constitutional committee has start working while neglecting and excluding female legal experts", le esperte di sesso femminile sono state prontamente e allegramente ESCLUSE, senza tanti complimenti, dai lavori della nuova commissione costituzionale del dopo-Mubarak.
La decisione di non includere alcuna donna nella commissione ha un che di grottesco se si pensa che gli obiettivi dichiarati della rivoluzione sarebbero "eguaglianza, libertà, democrazia e partecipazione di tutti i cittadini. Uomini e donne".
Ma siamo abituate, tanto, no?
Andremo avanti con gli strumenti che ci sono concessi; poveracciume. Sola consolazione è che sempre più uomini stanno comprendendo che accettare questo stato di cose è una presa per il culo pure per LORO. E non è una consolazione da poco; qualcosa di veramente nuovo nella storia dell'umanità: perciò per i dittatori potrebbe rivelarsi MOLTO PIU' PERICOLOSA di quanto riescano ora a immaginare. Ipsa dixit. :D
Ve ne siete accorti? la grande potenza di opposizione appena dimostrata con "se non ora quando" dalle donne italiane non è che un aspetto di quanto sta accadendo in tutto il mondo, anche là dove fare opposizione è davvero pericoloso: il presidente eletto della Resistenza iraniana è una donna; la leader della resistenza birmana è una donna; è una donna la leader delle rivolte nello Yemen, e anche se non ce fanno vedere sono molte le donne che stanno infiammando l'Egitto - da Nawaal El Sadawi ad Asmaa Mahfouz. Eppure, come denuncia l'Egyptian Centre for Women's rights, che scrive: "the constitutional committee has start working while neglecting and excluding female legal experts", le esperte di sesso femminile sono state prontamente e allegramente ESCLUSE, senza tanti complimenti, dai lavori della nuova commissione costituzionale del dopo-Mubarak.
La decisione di non includere alcuna donna nella commissione ha un che di grottesco se si pensa che gli obiettivi dichiarati della rivoluzione sarebbero "eguaglianza, libertà, democrazia e partecipazione di tutti i cittadini. Uomini e donne".
Ma siamo abituate, tanto, no?
Andremo avanti con gli strumenti che ci sono concessi; poveracciume. Sola consolazione è che sempre più uomini stanno comprendendo che accettare questo stato di cose è una presa per il culo pure per LORO. E non è una consolazione da poco; qualcosa di veramente nuovo nella storia dell'umanità: perciò per i dittatori potrebbe rivelarsi MOLTO PIU' PERICOLOSA di quanto riescano ora a immaginare. Ipsa dixit. :D
sabato 12 febbraio 2011
SE non ora, QUANDO? Dimmi quando quando QUANDO.

Dimmi quando quando quando.. l'anno, il giorno e l'ora in cui...
Gli appuntamenti che conosco io li trovate QUI, a questo LINK.
Comunque non so, dite voi. Se avete un'idea migliore...
Voi uomini, speriamo di vedervi, sorridenti accanto a noi...
martedì 8 febbraio 2011
It's a CRIME
E' uno stupro di massa, accompagnato da lesioni permanenti e invalidanti, perpetrato con premeditazione e crudeltà, proprio dalle persone di cui più una bambina si dovrebbe poter fidare.
Detto questo, come è possibile che ancora lo tolleriamo?
Come è possibile che esistano ancora alcuni che giustificano l'indifferenza, o perfino promuovono la non-ingerenza, appellandosi alle tradizioni, addirittura alla "cultura"..???
Etichette:
crimine,
desert flower,
infibulazione,
mgf,
stupro,
waris dirie
martedì 18 gennaio 2011
Grandissima Ilda
"Quando sembra che le cose non possano andare peggio, lo fanno" scrive l'Economist, a proposito della situazione italiana. Eppure il peggio a volte è meglio del meno peggio, perché quando i verminai che covavano sotto al tappeto si manifestano, è il momento in cui non si possono procrastinare oltre le pulizie; e dunque si faranno andare meglio le cose per forza.
La storia italiana degli ultimi anni sembra dimostrare il contrario, ma mai perdere la fiducia; e prendere esempio da chi non perde MAI il coraggio. Non posso immaginare il prezzo che Ilda Boccassini deve aver pagato in tutti questi anni, come persona, come donna e come madre, durante la sua lotta impari contro la corruzione. Chissà se un po' la sostiene, in questa grande fatica, tutto l'affetto che quelli che si sentono difesi dal suo lavoro serbano in cuore per lei.
Io lo spero proprio, dato che sono fra quelli che provano per lei costante gratitudine e riconoscenza.

sabato 15 gennaio 2011
Marchionne soddisfatto, ma non brinda
Marchionne aveva detto che, se avessero vinto i no, sarebbe comunque "tornato a Detroit a festeggiare". E naturalmente avrebbe festeggiato in caso di vittoria schiacciante. Quasi totale la partecipazione al voto, ma (e qui cito quasi testualmente da un pezzo di laura Balbo): i sì hanno superato di pochissimo i no, spaccando in due i lavoratori; fronte dei no forte e compatto tra i reparti operai dello stabilimento, tra cui gran parte della Fiom. Per i sì i reparti impiegatizi che hanno portato il risultato di approvazione definitivo al 54%. Vittoria stentata e non priva di tensioni nella notte di Mirafiori. Esprime immediatamente soddisfazione Sergio Marchionne.

Che però a questo punto non può festeggiare né qui né a Detroit; peccato.

Etichette:
Camusso,
festeggiare,
fiat,
Fiom,
Marchionne,
referendum
sabato 25 dicembre 2010
All you need is Love e appello per Rospo missing
Grazie! a tutti voi che ogni tanto passate di qui. E' Natale!!! auguri di cuore a tutti voi
e con l'occasione... un augurio particolare al Rospo dalla bocca larga!
a tutti chiedo: NESSUNO HA SUE NOTIZIE??!!
Rospo, dove sei? dai, tira fuori il crapino dallo stagno; siamo tutti preoccupati per il tuo silenzio... ma dove cavolo sei finito?
Spero che la risposta sia: in una meravigliosa spiaggia dove non hai il computer.
..e che - in efficace transfert quantico di telepatia - anche laggiù riceverai nitidamente i miei auguri veramente, verameeente affettuosi.
domenica 12 dicembre 2010
Violenza contro le donne: CONTROVOGLIA, ma per una volta parliamone
Sono PIGRA. Ve n'eravate accorti? Però questa volta non devo lavorare molto.. preferisco di gran lunga accogliere l'invito di Donne ultraviolette UNO, che su Facebook oggi hanno fatto una nota e chiosato in fondo: "Se siete d'accordo con questa riflessione, PER FAVORE.. condividetela! grazie". Prego! grazie a voi per averla scritta per me, non avrei saputo fare di meglio, e spero che la condivideranno anche altri:
"Questa pagina NON voleva parlare di violenza, ma solo di gioia. NON voleva recriminare e lamentarsi su nulla, ma guardare ad alternative, a scenari di bellezza possibili. ECCO perché parliamo malvolentieri di volenza: ma ci rendiamo conto che voler essere costruttivi, fiduciosi, aperti a un futuro diverso e determinati a crearlo con pensieri positivi NON può significare chiudere gli occhi davanti a realtà dolorose che l'ignoranza, e dunque l'INDIFFERENZA, nutrono come un veleno. Ed ecco perché riteniamo doverosa una riflessione: prendiamo spunto da 2 episodi di questi giorni, ma sono solo 2 esempi: questi episodi non si fermano mai. Come il tassametro.. solo in Italia una donna è uccisa dal fidanzato OGNI 3 GIORNI.
NOTIZIA 1 • La Stampa di ieri riporta il funerale di Anna Rosa, "uccisa 2 volte in 5 anni": sopravvissuta nel 2005 a 15 coltellate inferte dal fidanzato abbandonato, è stata uccisa da "solo" 6 coltellate, dello STESSO uomo, nello stesso punto. L’ex convivente, libero dopo soli 2 anni, ha potuto terrorizzarla e tormentarla indisturbato per anni, fino ad ucciderla: "Anna Rosa è morta martedì sera, colpita dal suo ex convivente .. ma aveva cominciato a morire il 13 luglio del 2005, quando lo stesso uomo, nello stesso ingresso di casa di lei, aveva cercato di ammazzarla non riuscendovi solo perché i soccorsi erano stati rapidi e l’ospedale a un passo".
Diamo un po' di numeri:
• 15 coltellate nel 2005
• 2 anni di carcere e poi tranquilla libertà per l'aspirante omicida
• 5 anni "di benevola giustizia per il carnefice", come scrive La Stampa
• 5 anni di molestie, minacce, vane denunce per la vittima: "anni di indicibile incubo",
• 6 coltellate mortali di martedì
• 1 funerale di venerdi
• 2 ragazzi orfani, di 12 e 17 anni
• ingiustizia e dolore senza riparazione e milioni, miliardi di lacrime.
NOTIZIA 2 • In luglio (sempre su Fb, ndr) viene "oscurata, senza motivazione o preavviso alcuno, una pagina sociale dedicata alla memoria di Valentina Maiorano e sua madre Carmela Linciano, entrambe vittime della furia omicida di Angelo Izzo, noto come mostro del Circeo". Per richiederne la riapertura i simpatizzanti della pagina ne aprono una seconda. Ma anche questa, oggi, è un relitto nel nulla: "non ha più amministratori", cioè sono stati cancellati i profili che la gestivano.
Scrive il giornalista (uomo) Michele Brambilla, autore dell'articolo su Anna Rosa: "forse troppo spesso noi giornalisti usiamo l’espressione «cronaca di una morte annunciata», ma se c’è una volta in cui queste parole non sono né retoriche né esagerate è proprio questa. Quel che è successo a Matera in questi giorni, anzi in questi 5 anni, ha dell’incredibile, così come è incredibile che la vicenda sia scivolata via ignorata da un media system tanto avido di storiacce di sangue e, a parole, tanto attento ai diritti delle donne". E qui... a proposito di MEDIA, se volete farvi 4 RISATE veramente AMARE, leggete questa notiziola su Rai UNO. ECCO: sull'argomento NON c'è altro da aggiungere. Condividiamo, e ringraziamo Brambilla" (ringrazio anch'io, ndr).

"Più in generale, invece, diciamo: NON aggiungiamo odio all'odio alimentando odio di genere; cerchiamo di aiutarci a vicenda ricordando, sempre, che l'odio fra i sessi fa MALE A ENTRAMBI I SESSI: e dunque ANCHE ai maschi: e perciò maschi svegliatevi! venite in aiuto a voi stessi, che annaspate negli inganni che vi rendono violenti, e veniteci in aiuto. Cambiamo il mondo e salviamoci l'un l'altro RESISTENDO FERMAMENTE a ogni violenza, stringendoci intorno ai deboli, trovando il coraggio di essere solidali.. anche se a volte fa PAURA; e promuovendo solidarietà, gioia e fiducia" (concordo anch'io!!! ndr).
"Questa pagina NON voleva parlare di violenza, ma solo di gioia. NON voleva recriminare e lamentarsi su nulla, ma guardare ad alternative, a scenari di bellezza possibili. ECCO perché parliamo malvolentieri di volenza: ma ci rendiamo conto che voler essere costruttivi, fiduciosi, aperti a un futuro diverso e determinati a crearlo con pensieri positivi NON può significare chiudere gli occhi davanti a realtà dolorose che l'ignoranza, e dunque l'INDIFFERENZA, nutrono come un veleno. Ed ecco perché riteniamo doverosa una riflessione: prendiamo spunto da 2 episodi di questi giorni, ma sono solo 2 esempi: questi episodi non si fermano mai. Come il tassametro.. solo in Italia una donna è uccisa dal fidanzato OGNI 3 GIORNI.
NOTIZIA 1 • La Stampa di ieri riporta il funerale di Anna Rosa, "uccisa 2 volte in 5 anni": sopravvissuta nel 2005 a 15 coltellate inferte dal fidanzato abbandonato, è stata uccisa da "solo" 6 coltellate, dello STESSO uomo, nello stesso punto. L’ex convivente, libero dopo soli 2 anni, ha potuto terrorizzarla e tormentarla indisturbato per anni, fino ad ucciderla: "Anna Rosa è morta martedì sera, colpita dal suo ex convivente .. ma aveva cominciato a morire il 13 luglio del 2005, quando lo stesso uomo, nello stesso ingresso di casa di lei, aveva cercato di ammazzarla non riuscendovi solo perché i soccorsi erano stati rapidi e l’ospedale a un passo".
Diamo un po' di numeri:
• 15 coltellate nel 2005
• 2 anni di carcere e poi tranquilla libertà per l'aspirante omicida
• 5 anni "di benevola giustizia per il carnefice", come scrive La Stampa
• 5 anni di molestie, minacce, vane denunce per la vittima: "anni di indicibile incubo",
• 6 coltellate mortali di martedì
• 1 funerale di venerdi
• 2 ragazzi orfani, di 12 e 17 anni
• ingiustizia e dolore senza riparazione e milioni, miliardi di lacrime.
NOTIZIA 2 • In luglio (sempre su Fb, ndr) viene "oscurata, senza motivazione o preavviso alcuno, una pagina sociale dedicata alla memoria di Valentina Maiorano e sua madre Carmela Linciano, entrambe vittime della furia omicida di Angelo Izzo, noto come mostro del Circeo". Per richiederne la riapertura i simpatizzanti della pagina ne aprono una seconda. Ma anche questa, oggi, è un relitto nel nulla: "non ha più amministratori", cioè sono stati cancellati i profili che la gestivano.
Scrive il giornalista (uomo) Michele Brambilla, autore dell'articolo su Anna Rosa: "forse troppo spesso noi giornalisti usiamo l’espressione «cronaca di una morte annunciata», ma se c’è una volta in cui queste parole non sono né retoriche né esagerate è proprio questa. Quel che è successo a Matera in questi giorni, anzi in questi 5 anni, ha dell’incredibile, così come è incredibile che la vicenda sia scivolata via ignorata da un media system tanto avido di storiacce di sangue e, a parole, tanto attento ai diritti delle donne". E qui... a proposito di MEDIA, se volete farvi 4 RISATE veramente AMARE, leggete questa notiziola su Rai UNO. ECCO: sull'argomento NON c'è altro da aggiungere. Condividiamo, e ringraziamo Brambilla" (ringrazio anch'io, ndr).

"Più in generale, invece, diciamo: NON aggiungiamo odio all'odio alimentando odio di genere; cerchiamo di aiutarci a vicenda ricordando, sempre, che l'odio fra i sessi fa MALE A ENTRAMBI I SESSI: e dunque ANCHE ai maschi: e perciò maschi svegliatevi! venite in aiuto a voi stessi, che annaspate negli inganni che vi rendono violenti, e veniteci in aiuto. Cambiamo il mondo e salviamoci l'un l'altro RESISTENDO FERMAMENTE a ogni violenza, stringendoci intorno ai deboli, trovando il coraggio di essere solidali.. anche se a volte fa PAURA; e promuovendo solidarietà, gioia e fiducia" (concordo anch'io!!! ndr).
venerdì 26 novembre 2010
Studenti sui monumenti
Oggi gli studenti hanno manifestato su alcuni dei più famosi momenti italiani: il Colosseo a Roma, la Mole Antonelliana a Torino, la Torre di Pisa, e Sant'Antonio a Padova. E insomma, essendo la "cultura mediatica" l'unica forma di cultura a cui hanno tutti accesso, qualche risultato si vede.
Montando, la protesta sale sui monumenti e il Ddl della Gelmini slitta più in là: doveva essere votato oggi e invece si va a martedi prossimo. La Gelmini commenta: ""Non comprendo perchè una parte degli studenti sia schierata con i 'baroni".
Baroni? o.O
E aggiunge: "si tratta di un emendamento di scarso rilievo. Mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile. Se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla".
Bè.. magari!
Montando, la protesta sale sui monumenti e il Ddl della Gelmini slitta più in là: doveva essere votato oggi e invece si va a martedi prossimo. La Gelmini commenta: ""Non comprendo perchè una parte degli studenti sia schierata con i 'baroni".
Baroni? o.O
E aggiunge: "si tratta di un emendamento di scarso rilievo. Mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile. Se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla".
Bè.. magari!
sabato 13 novembre 2010
Una ragione per festeggiare, un'altra per non abbassare la guardia
Dopo 15 anni murata in casa dalla sanguinaria dittatura birmana, finalmente Aung San Suu Kyi, icona della democrazia, cammina libera... Per molti questo è il segno che le mobilitazioni internazionali non son inutili; io mi trovo d'accordo e consola sapere che anche la nostra voce, per quanto singolarmente inudibile, conta qualcosa.
Sanguinaria dittatura. Sanguinarie dittature. Quante volte quest'allocuzione rimbalza da un articolo e da un blog all'altro.
Ma esistono forse altre parole? Credo di no.
Mentre San Suu Kyi viene festeggiata con gioia da tutto il mondo, e anche da me, con tutto il cuore! .. nello stesso istante continua a scivolare nel buio e nel silenzio il destino di Sakineh, dei suoi figli e di coloro che hanno tentato di difenderla, condannando così anche se stessi. Io non so cosa si può fare, davvero; parlare in nome della giustizia e degli innumerevoli drammi in cui è calpestata è come cercare di svuotare il mare col cucchiaio. Eppure, non fermiamoci, cerchiamo di non arrenderci mai.
Sanguinaria dittatura. Sanguinarie dittature. Quante volte quest'allocuzione rimbalza da un articolo e da un blog all'altro.
Ma esistono forse altre parole? Credo di no.
Mentre San Suu Kyi viene festeggiata con gioia da tutto il mondo, e anche da me, con tutto il cuore! .. nello stesso istante continua a scivolare nel buio e nel silenzio il destino di Sakineh, dei suoi figli e di coloro che hanno tentato di difenderla, condannando così anche se stessi. Io non so cosa si può fare, davvero; parlare in nome della giustizia e degli innumerevoli drammi in cui è calpestata è come cercare di svuotare il mare col cucchiaio. Eppure, non fermiamoci, cerchiamo di non arrenderci mai.
Etichette:
Aung San Suu Kyi,
diritti,
esecuzioni,
libertà,
oppressioni,
resistenza,
Sakineh
Iscriviti a:
Post (Atom)
