Dopo 15 anni murata in casa dalla sanguinaria dittatura birmana, finalmente Aung San Suu Kyi, icona della democrazia, cammina libera... Per molti questo è il segno che le mobilitazioni internazionali non son inutili; io mi trovo d'accordo e consola sapere che anche la nostra voce, per quanto singolarmente inudibile, conta qualcosa.
Sanguinaria dittatura. Sanguinarie dittature. Quante volte quest'allocuzione rimbalza da un articolo e da un blog all'altro.
Ma esistono forse altre parole? Credo di no.
Mentre San Suu Kyi viene festeggiata con gioia da tutto il mondo, e anche da me, con tutto il cuore! .. nello stesso istante continua a scivolare nel buio e nel silenzio il destino di Sakineh, dei suoi figli e di coloro che hanno tentato di difenderla, condannando così anche se stessi. Io non so cosa si può fare, davvero; parlare in nome della giustizia e degli innumerevoli drammi in cui è calpestata è come cercare di svuotare il mare col cucchiaio. Eppure, non fermiamoci, cerchiamo di non arrenderci mai.