Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.

mercoledì 23 febbraio 2011

Chiamami ancora, Amore

Ecco.. una verità sull'amore. Ma chi avrebbe detto che l'avrei trovata proprio a Sanremo.

venerdì 18 febbraio 2011

Le donne stanno trainando tutte le rivoluzioni. Eppur sempre tenute fuori dalla porta

Oppure potremmo dire: SEMPRE (ancora) tenute fuori dalla porta, eppure sono proprio le donne che stanno trainando le rivoluzioni.
Ve ne siete accorti? la grande potenza di opposizione appena dimostrata con "se non ora quando" dalle donne italiane non è che un aspetto di quanto sta accadendo in tutto il mondo, anche là dove fare opposizione è davvero pericoloso: il presidente eletto della Resistenza iraniana è una donna; la leader della resistenza birmana è una donna; è una donna la leader delle rivolte nello Yemen, e anche se non ce fanno vedere sono molte le donne che stanno infiammando l'Egitto - da Nawaal El Sadawi ad Asmaa Mahfouz.  Eppure, come denuncia l'Egyptian Centre for Women's rights, che scrive: "the constitutional committee has start working while neglecting and excluding female legal experts",  le esperte di sesso femminile sono state prontamente e allegramente ESCLUSE, senza tanti complimenti, dai lavori della nuova commissione costituzionale del dopo-Mubarak.
La decisione di non includere alcuna donna nella commissione ha un che di grottesco se si pensa che gli obiettivi dichiarati della rivoluzione sarebbero "eguaglianza, libertà, democrazia e partecipazione di tutti i cittadini. Uomini e donne".
Ma siamo abituate, tanto, no?
Andremo avanti con gli strumenti che ci sono concessi; poveracciume. Sola consolazione è che sempre più uomini stanno comprendendo che accettare questo stato di cose è una presa per il culo pure per LORO. E non è una consolazione da poco; qualcosa di veramente nuovo nella storia dell'umanità: perciò per i dittatori potrebbe rivelarsi MOLTO PIU' PERICOLOSA di quanto riescano ora a immaginare. Ipsa dixit. :D

sabato 12 febbraio 2011

SE non ora, QUANDO? Dimmi quando quando QUANDO.


Dimmi quando quando quando.. l'anno, il giorno e l'ora in cui...
Gli appuntamenti che conosco io li trovate QUI, a questo LINK.
Comunque non so, dite voi. Se avete un'idea migliore...

Voi uomini, speriamo di vedervi, sorridenti accanto a noi...

martedì 8 febbraio 2011

It's a CRIME

E' uno stupro di massa, accompagnato da lesioni permanenti e invalidanti, perpetrato con premeditazione e crudeltà, proprio dalle persone di cui più una bambina si dovrebbe poter fidare.
Detto questo, come è possibile che ancora lo tolleriamo?
Come è possibile che esistano ancora alcuni che giustificano l'indifferenza, o perfino promuovono la non-ingerenza, appellandosi alle tradizioni, addirittura alla "cultura"..???

martedì 18 gennaio 2011

Grandissima Ilda

"Quando sembra che le cose non possano andare peggio, lo fanno" scrive l'Economist, a proposito della situazione italiana. Eppure il peggio a volte è meglio del meno peggio, perché quando i verminai che covavano sotto al tappeto si manifestano, è il momento in cui non si possono procrastinare oltre le pulizie; e dunque si faranno andare meglio le cose per forza.
La storia italiana degli ultimi anni sembra dimostrare il contrario, ma mai perdere la fiducia; e prendere esempio da chi non perde MAI il coraggio. Non posso immaginare il prezzo che Ilda Boccassini deve aver pagato in tutti questi anni, come persona, come donna e come madre, durante la sua lotta impari contro la corruzione. Chissà se un po' la sostiene, in questa grande fatica, tutto l'affetto che quelli che si sentono difesi dal suo lavoro serbano in cuore per lei.
Io lo spero proprio, dato che sono fra quelli che provano per lei costante gratitudine e riconoscenza.

sabato 15 gennaio 2011

Marchionne soddisfatto, ma non brinda

Marchionne aveva detto che, se avessero vinto i no, sarebbe comunque "tornato a Detroit a festeggiare". E naturalmente avrebbe festeggiato in caso di vittoria schiacciante. Quasi totale la partecipazione al voto, ma (e qui cito quasi testualmente da un pezzo di laura Balbo): i sì hanno superato di pochissimo i no, spaccando in due i lavoratori; fronte dei no forte e compatto tra i reparti operai dello stabilimento, tra cui gran parte della Fiom. Per i sì i reparti impiegatizi che hanno portato il risultato di approvazione definitivo al 54%. Vittoria stentata e non priva di tensioni nella notte di Mirafiori. Esprime immediatamente soddisfazione Sergio Marchionne.
Che però a questo punto non può festeggiare né qui né a Detroit; peccato.

sabato 25 dicembre 2010

All you need is Love e appello per Rospo missing

Grazie! a tutti voi che ogni tanto passate di qui. E' Natale!!! auguri di cuore a tutti voi
e con l'occasione... un augurio particolare al Rospo dalla bocca larga!
a tutti chiedo: NESSUNO HA SUE NOTIZIE??!!
Rospo, dove sei? dai, tira fuori il crapino dallo stagno; siamo tutti preoccupati per il tuo silenzio... ma dove cavolo sei finito?
Spero che la risposta sia: in una meravigliosa spiaggia dove non hai il computer.
..e che - in efficace transfert quantico di telepatia - anche laggiù riceverai nitidamente i miei auguri veramente, verameeente affettuosi.

domenica 12 dicembre 2010

Violenza contro le donne: CONTROVOGLIA, ma per una volta parliamone

Sono PIGRA. Ve n'eravate accorti? Però questa volta non devo lavorare molto.. preferisco di gran lunga accogliere l'invito di Donne ultraviolette UNO, che su Facebook oggi hanno fatto una nota e chiosato in fondo: "Se siete d'accordo con questa riflessione, PER FAVORE.. condividetela! grazie". Prego! grazie a voi per averla scritta per me, non avrei saputo fare di meglio, e spero che la condivideranno anche altri:
"Questa pagina NON voleva parlare di violenza, ma solo di gioia. NON voleva recriminare e lamentarsi su nulla, ma guardare ad alternative, a scenari di bellezza possibili. ECCO perché parliamo malvolentieri di volenza: ma ci rendiamo conto che voler essere costruttivi, fiduciosi, aperti a un futuro diverso e determinati a crearlo con pensieri positivi NON può significare chiudere gli occhi davanti a realtà dolorose che l'ignoranza, e dunque l'INDIFFERENZA, nutrono come un veleno. Ed ecco perché riteniamo doverosa una riflessione: prendiamo spunto da 2 episodi di questi giorni, ma sono solo 2 esempi: questi episodi non si fermano mai. Come il tassametro.. solo in Italia una donna è uccisa dal fidanzato OGNI 3 GIORNI.
NOTIZIA 1 • La Stampa di ieri riporta il funerale di Anna Rosa, "uccisa 2 volte in 5 anni": sopravvissuta nel 2005 a 15 coltellate inferte dal fidanzato abbandonato, è stata uccisa da "solo" 6 coltellate, dello STESSO uomo, nello stesso punto. L’ex convivente, libero dopo soli 2 anni, ha potuto terrorizzarla e tormentarla indisturbato per anni, fino ad ucciderla: "Anna Rosa è morta martedì sera, colpita dal suo ex convivente .. ma aveva cominciato a morire il 13 luglio del 2005, quando lo stesso uomo, nello stesso ingresso di casa di lei, aveva cercato di ammazzarla non riuscendovi solo perché i soccorsi erano stati rapidi e l’ospedale a un passo".
Diamo un po' di numeri:
• 15 coltellate nel 2005
• 2 anni di carcere e poi tranquilla libertà per l'aspirante omicida
• 5 anni "di benevola giustizia per il carnefice", come scrive La Stampa
• 5 anni di molestie, minacce, vane denunce per la vittima: "anni di indicibile incubo",
• 6 coltellate mortali di martedì
• 1 funerale di venerdi
• 2 ragazzi orfani, di 12 e 17 anni
• ingiustizia e dolore senza riparazione e milioni, miliardi di lacrime.
NOTIZIA 2 • In luglio (sempre su Fb, ndr) viene "oscurata, senza motivazione o preavviso alcuno, una pagina sociale dedicata alla memoria di Valentina Maiorano e sua madre Carmela Linciano, entrambe vittime della furia omicida di Angelo Izzo, noto come mostro del Circeo". Per richiederne la riapertura i simpatizzanti della pagina ne aprono una seconda. Ma anche questa, oggi, è un relitto nel nulla: "non ha più amministratori", cioè sono stati cancellati i profili che la gestivano.
Scrive il giornalista (uomo) Michele Brambilla, autore
dell'articolo su Anna Rosa: "forse troppo spesso noi giornalisti usiamo l’espressione «cronaca di una morte annunciata», ma se c’è una volta in cui queste parole non sono né retoriche né esagerate è proprio questa. Quel che è successo a Matera in questi giorni, anzi in questi 5 anni, ha dell’incredibile, così come è incredibile che la vicenda sia scivolata via ignorata da un media system tanto avido di storiacce di sangue e, a parole, tanto attento ai diritti delle donne". E qui... a proposito di MEDIA, se volete farvi 4 RISATE veramente AMARE, leggete questa notiziola su Rai UNO. ECCO: sull'argomento NON c'è altro da aggiungere. Condividiamo, e ringraziamo Brambilla" (ringrazio anch'io, ndr).

"Più in generale, invece, diciamo: NON aggiungiamo odio all'odio alimentando odio di genere; cerchiamo di aiutarci a vicenda ricordando, sempre, che l'odio fra i sessi fa MALE A ENTRAMBI I SESSI: e dunque ANCHE ai maschi: e perciò maschi svegliatevi! venite in aiuto a voi stessi, che annaspate negli inganni che vi rendono violenti, e veniteci in aiuto. Cambiamo il mondo e salviamoci l'un l'altro RESISTENDO FERMAMENTE a ogni violenza, stringendoci intorno ai deboli, trovando il coraggio di essere solidali.. anche se a volte fa PAURA; e promuovendo solidarietà, gioia e fiducia" (concordo anch'io!!! ndr).

venerdì 26 novembre 2010

Studenti sui monumenti

Oggi gli studenti hanno manifestato su alcuni dei più famosi momenti italiani: il Colosseo a Roma, la Mole Antonelliana a Torino, la Torre di Pisa, e Sant'Antonio a Padova. E insomma, essendo la "cultura mediatica" l'unica forma di cultura a cui hanno tutti accesso, qualche risultato si vede.
Montando, la protesta sale sui monumenti e il Ddl della Gelmini slitta più in là: doveva essere votato oggi e invece si va a martedi prossimo. La Gelmini commenta: ""Non comprendo perchè una parte degli studenti sia schierata con i 'baroni".
Baroni? o.O
E aggiunge: "si tratta di un emendamento di scarso rilievo. Mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile. Se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla".
Bè.. magari!

sabato 13 novembre 2010

Una ragione per festeggiare, un'altra per non abbassare la guardia

Dopo 15 anni murata in casa dalla sanguinaria dittatura birmana, finalmente Aung San Suu Kyi, icona della democrazia, cammina libera... Per molti questo è il segno che le mobilitazioni internazionali non son inutili; io mi trovo d'accordo e consola sapere che anche la nostra voce, per quanto singolarmente inudibile, conta qualcosa.

Sanguinaria dittatura. Sanguinarie dittature. Quante volte quest'allocuzione rimbalza da un articolo e da un blog all'altro.
Ma esistono forse altre parole? Credo di no.

Mentre San Suu Kyi viene festeggiata con gioia da tutto il mondo, e anche da me, con tutto il cuore! .. nello stesso istante continua a scivolare nel buio e nel silenzio il destino di Sakineh, dei suoi figli e di coloro che hanno tentato di difenderla, condannando così anche se stessi. Io non so cosa si può fare, davvero; parlare in nome della giustizia e degli innumerevoli drammi in cui è calpestata è come cercare di svuotare il mare col cucchiaio. Eppure, non fermiamoci, cerchiamo di non arrenderci mai.

venerdì 29 ottobre 2010

Lettera aperta all'Università Federico II di Napoli

Per restare in tema di lettere aperte.. Vi segnalo una raccolta di firme per aderire a una lettera molto importante.
Oggi, a Napoli, si tiene un convegno dal titolo: "Eritrea - Esperienze italiane di cooperazione”; cha fa arrossire le persone non ignoranti, che abbiano anche una coscienza.
Chi si occupa di di cooperazione, conosce la gravità della situazione in Eritrea: un Paese devastato da una dittatura feroce che nega ogni diritto alla libertà di stampa, di pensiero e di culto; nega il diritto alla Costituzione, al Parlamento, al lavoro, alla sussistenza, all'istruzione; pratica regolarmente la tortura fisica e sequestri di persona. Moltissimi cittadini vengono arrestati senza capi d'accusa né processi, in gran parte dei casi 'incommunicado', cioè senza alcuna possibilità di contatto con le famiglie o con la Croce Rossa Internazionale. Numerosissimi sono costretti alla fuga e gran parte di essi cerca asilo proprio in Italia.
Ora: di cosa si occupa questo convegno? A dispetto del titolo sorvola su tutta questa realtà, che comprende l'espulsione dal paese di quasi tutte le ONG di Cooperazione allo Sviluppo, nell'obiettivo di isolare definitivamente la popolazione da contatti con l'esterno. La "cooperazione", dunque, è intesa solo con il regime, al fine di scambi economici? La brochure del convegno cita le collaborazioni fra il Ministeri degli Esteri italiano ed eritreo, e fra le rispettive università: quella fra Università di Napoli e l'università che, in Eritrea, è stata teatro della repressione del regime e poi CHIUSA; e chiusa è tuttora.
Dice la lettera aperta:
"Si stabilisce, cioè, una situazione di colpevole complicità tra istituzioni non secondarie della Repubblica Italiana e le corrispondenti istituzioni (ammesso che possa essere considerata tale una università chiusa ormai da almeno 8 anni) di un paese dittatoriale e violento. Con le approvazioni esplicite di Regione Campania, Consorzio Riviera Domizia, Banca di Credito Agricolo del Garigliano, Lions Sessa Aurunca Litorale Domizio, e dei relatori.
Sono altresì note le frequenti relazioni che intercorrono tra il territorio italiano e il governo sanguinario dell'Eritrea, e i frequenti viaggi in Italia del dittatore Issayas Afwerki e dei suoi collaboratori in cerca di credito politico e di investimenti nel paese, dove la manodopera è assicurata a prezzi insignificanti dal lavoro forzato cui sono costretti i cittadini in stato di ferma militare a tempo indeterminato, impossibilitati a svolgere alcuna attività produttiva. Appaiono poi discutibili sul piano accademico i contributi orientati alla mitizzazione nostalgica del passato coloniale e post-coloniale italiano in Eritrea, e false le dichiarazioni secondo cui tra i principali obiettivi della dittatura ci sia quello di garantire l'autosufficienza alimentare, mentre tutte le forze potenzialmente produttive del paese sono costrette alla leva militare e il paese è ridotto alla fame.
Chiediamo che nell'Aula intitolata ad Altiero Spinelli si confermi il sostegno dell'Università degli Studi Federico II ai Diritti Umani, e si alzi ferma la condanna di istituzioni della Repubblica Italiana, degli studiosi e dei relatori nei confronti della dittatura eritrea
".
Dr.ssa Dania Avallone - ASPER, Napoli
Prof. Giovanni Marco Cavallarin - MOSSOB, Milano
Agenzia Habeshia, Roma
SE VOLETE ADERIRE: Le adesioni possono essere inviate all'indirizzo: asper.eritrea@gmail.com

La sanguinaria dittatura in Eritrea è dimenticata dai media, eppure le sue conseguenze ci toccano da vicino.
Il nostro Paese è un Giano bifronte: da una parte i partiti di Governo promuovono una politica ferocemente anti-immigrazione, sostenuta fomentando le paure razzistiche contro i mussulmani, dall'altra sostiene, entrando in strette partnership economiche, i regimi integralisti più sanguinari, dall'Iran, alla Libia (in cui sono numerosi i reclusi eritrei) all'Eritrea: che come è noto appoggia pesantemente le milizie islamiche legate ad Al Qaeda, con uomini e armi.
Proprio quei regimi che, se da un lato esportano terrorismo e fondamentalismo, dall'altro costringono alla fuga folle di cittadini perseguitati, i quali si trasformano in immigrati che qualcuno deve pur accogliere.

martedì 26 ottobre 2010

Vitalizio dei parlamentari e votazioni in Parlamento

21 settembre 2010. Presso il Parlamento Italiano pare abbia avuto luogo il seguente episodio:
Proposta:
il Deputato Antonio Borghesi (IdV) propone l'abolizione del vitalizio spettante ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura, definendolo "iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione". (Ma dai, davvero?)..
Votazione della proposta:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498
Sorvoliamo dunque sull'esito della votazione. Però vorrei conoscere i nomi di tutti i votanti e relativo voto.

Di seguito un breve estratto dal discorso con cui è stata presentata la proposta:
"Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per 40 anni, quando qui dentro sono sufficienti 5 anni per percepire un vitalizio. (..) Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono 3 - e percepiscono più di 3.000 € al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per 68 giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un vitalizio di più di 3.000 € al mese. (..) la nostra proposta è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. ..la Corte costituzionale (..) ha permesso di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno".

Si potrebbe... procedere; se la votazione fosse stata un'altra. Sembra una notizia interessante. Eppure.. qualcuno ne ha visto notizia su radio, giornali, tv, che ne so...?