Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.
Visualizzazione post con etichetta partecipare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta partecipare. Mostra tutti i post

giovedì 25 febbraio 2010

Cadere in ginocchio piangendo e chiedere perdono davanti a Dio

Cadere in ginocchio.. con la testa vuota. Solo un imperativo che costringe a staccarsi da ogni altro pensiero; mentre c'è un punto nello sterno che sembra iniziare a vibrare, come se da lì passasse tutto il dolore del mondo. Un flusso che scorre arrivando da chissà dove.
Quando si placa le cose poi sembrano lontane.
Ma di nuovo si aprono le cateratte - sempre più spesso; a ondate: basta un titolo di giornale in un giorno qualunque.. Haiti. Teheran. Gente costretta a vivere in un sacco. Lapidazioni. Fili spinati, guerra. Un cane con gli occhi strabuzzati e la bocca legata, mandato al macello. Una legge sadica sulla caccia. Un'intercettazione sulla ricostruzione all'Aquila.
L'ondata di morte che in questo preciso momento travolge il Po e tutti gli animali innocenti che stanno pagando per primi.
Eppure i titoli ne fanno qualcosa di così.. distante. Solo pochi ne evocano un po' la vera gravità:
Petrolio nel Po: danni e morte per centinaia di chilometri, aperta un’inchiesta per disastro ambientale.
Cadere in ginocchio e chiedere perdono, ubbidendo a un'oscura sensazione che vibra anch'essa sordamente nell'anima. E' come un rumore che, si, fa vibrare qualche strana membrana - e dice che partecipare a questo dolore è necessario. Che condividerlo, stranamente, anziché amplificarlo, lo riduce. Una vibrazione che fa cadere in ginocchio.
Anche per "voi", che avete fatto questo.. Per tutti voi che ogni giorno lo fate e siete sordi, non sentite niente. Per tutti quelli che non sanno quello che fanno.