Siamo condannati ad amarci. Oppure a farci solo danno tutto il tempo, l'un l'altro, come imbecilli.
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mercoledì 11 maggio 2011

Milano libera tutti: libera, libera, libera nos

Io, se fossi la Moratti/Berlusconi un po' mi preoccuperei.
Siccome non lo sono mi sono divertita moltissimo. Grande serata! Per chi non c'era (e per chi c'era e se li vuole rigustare), qui sotto alcuni momenti topici.


domenica 24 ottobre 2010

Da donne a Sindaco. Sul confronto con il mondo mussulmano: lettera aperta ai candidati Sindaci di Milano

Ricevo, e volentieri propongo non solo a nome mio:
Siamo un gruppo di donne che, come si sa che fanno le donne, commentano fra di loro e, come quasi tutte le donne che si pongono dei problemi oggi, sentiamo il disagio di non essere rappresentate da nessuno: nessuno (donne in politica comprese), pare che raccolga le nostre istanze e porti da nessuna parte il minimo pensiero che rispecchia i nostri.

Cogliamo dunque l'occasione dell'attenzione che in questi giorni va ai candidati sindaci per le primarie del Centro Sinistra (che come da copione sono tutti maschi), per rivolgere loro una domanda (e implicitamente relative richieste) su un argomento un po' spinoso... cioè i rapporti con il mondo mussulmano e relative problematiche.

Secondo quello che constatiamo parlando fra di noi, a noi pare che Milano abbia bisogno di un grande confronto con le sue componenti multietniche (e, per inciso, senza previlegiare una in particolare rispetto ad un’altra). Ma in questo caso non parliamo di etnìe, ma di religione: i candidati sindaci, infatti, si trovano a dover rispondere a richieste che provengono da una comunità fatta da provenienti da molti Paesi, il cui comun denominatore è solo la religione mussulmana.
Data la composizione della Milano immigrata, certamente c'è chi sente il bisogno di un grande luogo di incontro e cultura mussulmana, che sia anche luogo di preghiera.
Moltissimi che hanno paure più o meno indotte, e dunque anche razzistiche, si oppongono totalmente temendo che dietro tali luoghi si coltivi il fondamentalismo, con cui ormai (purtroppo) da molti l'Islam in toto viene confuso. E su questo va detto, senza voler entrare nelle molte polemiche che questo argomento può sollevare, che fra religione islamica e islamismo ci sono importanti differenze. Dietro questo apparente cavillo esiste veramente un problema importante, di cui trattano anche autorevoli studiosi di cultura e religione mussulmana; molti dei quali sono, appunto, mussulmani: pacifici e democratici.
Ma queste confusioni nascono anche dal fatto che di certi argomenti non si parla in modo abbastanza sereno, sono diventati sorte di tabù: da destra la tendenza è di demonizzare (salvo poi fare lucrosi affari con regimi religiosi autoritari), da sinistra di tollerare troppo acriticamente anche l'intolleranza altrui, per tema di non essere abbastanza tolleranti.
Ora, il fatto che (da destra e da sinistra, e per ragioni diverse), si glissi su importanti distinguo che si dovrebbero fare quando si parla del mondo mussulmano, o ci si confronta con esso, preoccupa non solo noi, ma soprattutto molte donne mussulmane dei più svariati Paesi (o di provenienza o cultura araba), le quali sono le prime vittime di un disegno che stravolge il dettato religioso a fini autoritari e guerrafondai. Solo per fare un esempio, citiamo le donne resistenti iraniane; ma in realtà parliamo anche di tantissime donne comuni che incontriamo ogni giorno: al mercato, davanti a scuola, per la strada.
La stessa confusione danneggia i numerosi mussulmani democratici e pacifici, che finiscono per restare senza voce, non rappresentati e non ascoltati. In particolare quelli che hanno subito (o subiscono), nei Paesi d'origine, dure repressioni da regimi gravemente autoritari; ma, nella loro resistenza, non sono sostenuti quasi da nessuno. Da destra li si usa come scusa per fomentare altre guerre, da sinistra li si ignora...
Così essi non trovano ambiti in cui esprimersi. Perciò svaniscono in un’assenza in cui paiono assentire: e nella quale, invece, si sentono solo impotenti. Qualcosa da cui si fa fatica ad uscire.. come da una ragnatela: una condizione che noi donne, che sembriamo oggi complici in massa del velinismo, conosciamo molto bene.
E, a questo proposito, non è vano ricordare che nel mondo mussulmano esistono anche le donne: cioè una categoria che riunisce in sè la condizione di essere mussulmana, e anche donna; e non tutte, specie trovandosi a vivere in una società occidentale, si identificano con rigide leggi religiose. Quello che abbiamo osservato è che, quando in Italia hanno iniziato a essere numerose, molte di queste donne che desideravano costruire un tessuto di emancipazione si sono riunite in associazioni in grado di rappresentarle; fra queste ne citiamo una per tutte, l'Acmid. E' naturale che queste forze cercassero, inizialmente, confronti con i settori più democratici del paese: dunque con l'area di sinistra.
Ma: tanta è stata l'indifferenza che hanno incontrato, che alla fine molte sono, letteralmente, cadute nelle mani di una destra che le ha strumentalizzate e in numerose occasioni usate come una clava. La stessa clava che, facendo roteare la paura dell'integralismo, vince fatalmente, sempre, le elezioni: e le vince NON con la legalità contro l'integralismo, ma con il razzismo contro l'integrazione.
A noi piacerebbe, invece, che qualcuno vincesse le elezioni nel nome di veri valori egualitari, che non mettano in secondo piano, rispetto alla tolleranza per tutti gli immigrati, la legalità e l'opposizione ferma ed esplicita a qualunque integralismo (e dunque sostenendo in modo inequivocabile diritti umani pieni e completi anche per le donne, di qualunque religione siano).

Su questo assunto la nostra richiesta ai candidati Sindaci è di assumere una posizione chiara, che citi esplicitamente anche la condizione femminile. E cioè che, nel cercare di gettare ponti con le comunità immigrate lo si faccia davvero nell'interesse di tutti: donne comprese. In questo caso, dunque, qualora si spendano promesse per la creazione di centri islamici, pur stabilendo la massima accoglienza, vorremmo che tali promesse fossero espresse anche ponendo, in modo esplicito, pregiudiziali ineludibili:
a. sulla necessità di rispettare integralmente le nostre leggi e,
b. sul rifiuto a tollerare, per nessuna ragione, che i diritti delle donne mussulmane che desiderano emanciparsi dalla tradizione siano calpestati in nome di una "diversa cultura".


La "lettera" finirà nella pletora di lettere aperte che sommergono i candidati sindaci e nessuno di loro la vedrà. Grazie a voi, però, per i vostri pareri. Per finire, così, per chi è interessato, segnalo un post dello UAAR dedicato alla campagna contro la sharia in Ingilterra, "una legge per tutti".

domenica 19 settembre 2010

Una richiesta precisa a Boeri, Onida e Pisapia

Scrive Repubblica (ieri) che "il centrosinistra milanese sta vivendo come un momento epocale la sfida tra Giuliano Pisapia, Stefano Boeri e Valerio Onida". Aggiunge il Sole24Ore (oggi), che nella sfida di Milano "si giocano anche le sorti del Partito democratico, e più in generale del centrosinistra". Bè!.. Immagino alveari di agitazione intorno ai candidati, un incessante brusio di suggerimenti... e allora, non sia mai che sto zitta.
Ecco che anche qui (a prescindere dal "centrosinistra" e dagli schieramenti classici) anche un moscerino che nessuno sente avanza il suo bzzbzzzbz impercettibile - e cioè una richiesta in 3 punti a tutti e 3 i candidati (rigorosamente in ordine alfabetico), come segue:

Cari Boeri, Onida e Pisapia, per favore:
1. indicete una CONFERENZA STAMPA congiunta.
2. qui, dichiarate a chiare lettere che, comunque vadano le primarie, se per caso uno di voi sarà eletto, gli altri 2 si impegnano a sostenerlo lealmente.
Non so, tanto per dire qualcosa a casaccio, per la serie "sognare non costa niente":

3. fatelo con poche parole, parlando poi ciascuno un pochino di sè.. ma poco: lasciando più spazio possibile alle domande di tutti.
4. E magari, dato che siete tutti maschi.. dite qualcosa anche alle donne e sul ruolo delle DONNE.
Questa legittima richiesta da Radio Moscerino avanzo (senza tema di smentite) anche a nome di molti altri elettori che la pensano come me: cioè di quelli che, qualunque sia, o siano stati gli schieramenti a cui hanno dato fiducia in passato, oggi vorrebbero schierarsi dalla parte della civiltà ormai ai minimi termini (senza la quale è anche inutile farsi qualunque illusione di democrazia).
Si attendono invano risposte.. ma non si sa mai, a volte anche cose inattese accadono.

sabato 24 aprile 2010

Domani venite!

Domani, 25 aprile 2010, se siete in zona venite alla manifestazione di Milano! .. la Nave dei Diritti sarà presente con uno striscione; sarà la sua primissima uscita pubblica.

L'appuntamento è intorno alle 14,30 davanti al Planetario.
Posto delirante, certo.. si ritrovano tutti lì.. ma cercate lo striscione!!